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Novembre 16, 2018
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La nuova normativa antincendio

La nuova normativa antincendio subentrerà al decreto del ministro dell’interno 10 marzo 1998 revisionandone i contenuti alla luce dei cambiamenti tecnici e procedurali avvenuti a partire dall’introduzione di tale provvedimento legislativo.

Tra le novità viene proposta una classificazione delle attività in 4 gruppi distinti, che implica quindi modalità diverse per la valutazione del rischio incendio e per la redazione del documento collegato.

  • GRUPPO P1: attività non soggette ai controlli dei Vigili del fuoco, di tipo semplice e con modesti livelli di rischio di incendio.
  • GRUPPO P2: attività non soggette ai controlli dei Vigili del fuoco ma che rientrano nel campo di applicazione di una regola tecnica cogente (ad esempio, alberghi, ospedali, alcune tipologie di case di riposo)
  • GRUPPO P3: attività soggette ai controlli dei Vigili del fuoco e per le quali sono state adottate una o più norme tecniche di prevenzione incendi (ad esempio strutture alberghiere con più di 25 posti letto, alcune officine per la riparazione degli autoveicoli a motore)
  • GRUPPO P4: attività che non ricadono nei gruppi P1, P2 e P3 e che non sono dotate di una specifica regola tecnica di prevenzione incendi

L’altra importante novità riguarda gli aspetti legati alla formazione delle risorse e i requisiti dei soggetti formatori.

In particolare, ai lavoratori che fanno parte del servizio di prevenzione e protezione e che svolgono incarichi relativi alla prevenzione incendi devono essere garantite formazione e aggiornamento costanti.

La normativa, pur mantenendo inalterata la suddivisione, ridefinisce i livelli di rischio che da basso, medio e alto diventano 1,2 e 3 introduce l’obbligatorietà dell’aggiornamento quinquennale, secondo le seguenti modalità:

  • attività di livello 1: 2 ore di addestramento pratico
  • attività di livello 2: 2 ore di teoria e 3 ore di addestramento pratico
  • attività di livello 3: 5 ore di teoria e 3 ore di addestramento pratico

I docenti per l’attività di formazione (oltre ai Vigili del Fuoco) devono essere dotati di competenze specifiche a seconda che eroghino solo parti teoriche, solo parti pratiche o entrambe.