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Venerdì 6 dicembre si è svolto il workshop “Zainocrazia – La gestione del cambiamento”, organizzato da Ecoconsult Risk Management Consulting, a Vicenza, evento che ha riscosso una ottima partecipazione e un grande interesse per questo nuovo tema.

Per saperne di più, abbiamo fatto quattro chiacchiere post workshop con Cesare Basilico, Amministratore Delegato della nostra sede vicentina.

Quando si parla di Zainocrazia, esattamente, di cosa si parla?
Di una scienza pratica, di un approccio che si occupa di gestione della governance delle aziende e delle organizzazioni; è l’opposto della Burocrazia.

Quanto, questo nuovo metodo di concepire l’orario di lavoro, può apportare benefici in azienda e al lavoratore?
La flessibilità porta sempre vantaggi a tutti, in un mercato ormai globalizzato alle vecchie dinamiche, che vedevano il lavoro concepito solo come “ufficio” o “fabbrica”, con persone che arrivavano con la loro “24ore in pelle”, si contrappone oggi un ufficio dinamico che, grazie alle connessioni, permette di lavorare ovunque (dal tinello di casa all’autogrill); questo diminuisce i costi di spostamento del singolo e di spazi della azienda, che non deve più avere “interi palazzi” per i collaboratori, ma può avere “spazi“ ovunque. La logica della zainocrazia è proprio questo: nello zaino metto molte più competenze che nella 24ore, che è rigida e limitata. Con lo zaino vado ovunque, dalla spiaggia alla cresta di una montagna.
Le aziende oggi si amministrano stando dai clienti e non negli uffici; chi non lo capisce sarà tragicamente travolto.
Mi ricordo sempre una frase di Gorbačëv recitata ai dirigenti della Germania dell’Est (4 giorni prima della caduta del muro di Berlino): “La storia condanna chi arriva in ritardo”.

Pensi che, in Italia, le aziende siano pronte per gestire questo nuovo stile di lavoro?
Assolutamente no perdue motivi: il primo è dettato al fatto che la burocrazia non lascerà tanto facilmente il controllo degli apparati; il secondo è perché, di fatto, oggi non saprebbe a chi lasciare questo controllo.
I dati ci dicono, per esempio quelli sulla produttività, che l’Italia ha perso molte delle ultime sfide economiche, per molti aspetti è ferma alla fine degli anni ’80, è ancora ferma alla 24ore in pelle. Le nostre aziende sono ancora per lo più padronali, funzionavano perché era diverso il contesto di riferimento e si cresceva; in molte aziende concetti come turnover, scouting, change management erano (e sono ancora in alcuni casi) termini non solo sconosciuti, ma di cui diffidare. Ciò premesso, stiamo assistendo ad una riscossa di tanti piccioli settori che, ancora in ordine sparso, stanno inforcando lo zaino e viaggiando; noi che svolgiamo consulenza di Direzione siamo pronti ad appoggiarli ed a condividere lo zaino con loro.

Nell’evento di venerdì 6 dicembre avete presentato il viaggio formazione in Giappone, puoi darci maggiori informazioni?
Il Giappone è uscito devastato dal secondo conflitto mondiale; per molti verso è un territorio simile all’Italia: non ha petrolio e materie prime ma aveva, a differenza nostra, un popolo ed una governance verticalizzata ed efficiente; con la caduta del Giappone non è caduto l’Imperatore e la storia che lo seguiva. Hanno lavorato intercettando i nuovi bisogni, hanno modificato gli standard e soprattutto hanno investito in formazione e tecnologia.
Ha migliorato i sistemi di sviluppo, questo ha portato a metodi da tutti studiati di cui il Lean ed il kaizen che sono eccellenze. “Fare ben con poco e senza sprechi” ecco il loro motto.
Occupandoci di armonizzazione dei processi, grazie alla competenza di alcuni nostri partner, stiamo organizzando un viaggio di 7 giorni in Giappone per vedere con i nostri occhi le loro principali realtà e capire come è possibile avvicinarsi al loro modo di vedere il mercato. Durante il viaggio si svolgeranno anche corsi dedicati e tematici per comprendere bene le realtà che visiteremo.
Ecco il dettaglio in sintesi del
Lean Japan Study Tour 2020: andare a vedere da chi è Best in Class, vedere l’applicazione del metodo permette di prendere consapevolezza di dove si è e cosa si può fare. Il viaggio comprenderà un percorso formativo ʺfull immersionpresso le seguenti aziende: Toyota, Honda, Denso, KanayamaKasei, NabayaBitech, SanwaIndustry.

Un tuo pensiero sulla zainocrazia
Pensare in senso zainocratico significa intercettare il cambiamento; gli analisti ci dicono che dal 2001 ad oggi il mondo ha avuto cambiamenti pari ai passati 200 anni…
Molte aziende, professionisti e policy maker non se ne sono accorti.
Poche parole ma chiare: il cambiamento è un processo irreversibile, la burocrazia lo osteggia, Lean e zainocrazia portano al cambiamento.
Cambiare significa uscire dalle aree di confort, significa mettersi in discussione sempre , significa avere collaboratori anche più bravi di te, significa pensare a sfide globali, significa coordinare e non dirigere, significa analizzare indicatori e non amministrare; significa capire sempre meglio i clienti. Ma zainocrazia significa anche e soprattutto cambiamento quando le cose non vanno; se un collaboratore non funzione va prima capito e poi se inevitabile avvicendato.
Sempre per ricordare Gorbačëv: “La storia punisce i ritardatari”, per ricorda la saggezza dei nostri nonni “chi piange il suo male alla fine pianga se stesso”.

Potete dare un’occhiata alle presentazioni dei relatori del workshop cliccando sui loro nomi ed alle foto dell’evento direttamente sulla nostra pagina Facebook.

Intervento di CESARE BASILICO Intervento di FERNANDA CIRCI Intervento di VINCENZO ZAUNER Intervento di MATTEO DE MARCHI