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Green Pass e GDPR: cosa dice il nuovo DPCM del 17 giugno 2021

Dal 1 luglio 2021 diventano pienamente applicabili le norme contenute nel DPCM del 17 giugno 2021.

Con tale strumento normativo sono state fornite le indicazioni concrete in merito ai vari aspetti strettamente collegati al “Green Pass”. É fondamentale ricordare che tale normativa, si inserisce nel quadro più ampio collegato alla gestione dei dati personali, la cui regolamentazione primaria “trova residenza” nel GDPR 679/2016.

Tra i vari aspetti disciplinati dal DPCM si ritiene particolarmente utile ricordare che l’articolo 13, in coerenza con la normativa di gestione dei dati personali, indica chi può richiedere l’esibizione del green pass e con quali modalità può essere verificata l’identità del proprietario del certificato e la veridicità delle informazioni contenute
ART. 13 – ATTO COMPLETO
Verifica delle certificazioni verdi COVID-19 emesse dalla Piattaforma nazionale – DGC
1. La verifica delle certificazioni verdi COVID-19 è effettuata mediante la lettura del codice a barre bidimensionale, utilizzando esclusivamente l’applicazione mobile descritta nell’allegato B, paragrafo 4, che consente unicamentedi controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione e di conoscere le generalità dell’intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l’emissione.
2. Alla verifica di cui al comma 1 sono deputati:
  1. Il pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni;
  2. Il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattentimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, iscritto nell’elenco di cui all’art.3, comma 8, della legge 15 luglio 2009, n.94;
  3. I soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonchè i loro delegati;
  4. Il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonchè i loro delegati;
  5. I vettori aerei, marittimi e terrestri, nonchè i loro delegati;
  6. I gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali, in qualità di visitatori, sia prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonchè i loro delegati;
3. I soggetti delegati di cui alle lettere c), d), e) ed f) del comma 2, sono incaricati con atto formale recante le necessarie istruzioni sull’esercizio dell’attività di verifica.

4. L’intestatario della certificazione verde COVID.-19 all’atto della verifica di cui al comma 1 dimstra, a richiesta dei verificatori di cui al comma 2, la propria identità personale mediante l’esibizione di un documento di identità.

5. L’attività di verifica delle certificazioni non comprta, in alcun caso, la raccolta dei dati dell’intestatario in qualunque forma.

6. Il controllo relativo alla corretta esecuzione delle verifiche di cui al presente articolo è svolto dai soggetti di cui all’art.4, comma 9, del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marggio 2020, n.35.

Alla luce dell’eterogeneità delle situazioni che si possono dover affrontare, si consiglia di confrontarsi sempre con il proprio consulente privacy per adottare procedure corrette, affinché l’adozione di quest’ultime possa garantire la sicurezza di tutti noi ed il rispetto della privacy.

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