Il Regno Unito contro il greenwashing delle aziende
Ottobre 7, 2021

Sicurezza sul lavoro: le aziende italiane superano la transizione UNI ISO 45001

Da accredia.it

 

Per i sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavorodal 1° ottobre sono valide solo le certificazioni conformi alla norma internazionale UNI ISO 45001:2018. Si è infatti concluso il periodo fissato da ISO (International Organization for Standardization) e IAF (International Accreditation Forum) per la migrazione dei certificati rilasciati dagli organismi accreditati in base al vecchio standard BS OHSAS:2007.

Il termine della transizione, inizialmente fissato a marzo 2021, è stato posticipato durante l’emergenza sanitaria. L’obiettivo è stato tutelare le organizzazioni certificate che, a causa dei vari lockdown a livello mondiale, hanno incontrato oggettive difficoltà a completare l’iter di valutazione per conseguire la nuova certificazione secondo la norma UNI ISO 45001 “Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti e guida per l’uso”.

Nella gestione della migrazione, infatti, ISO e IAF hanno fatto la scelta strategica di autorizzare gli organismi e le organizzazioni certificate a svolgere le verifiche da remoto già ad aprile 2020, quando ancora non erano prevedibili la durata e le conseguenze della crisi pandemica.

Giunti allo step conclusivo, è possibile guardare indietro e capire quanta strada è stata fatta.

Le verifiche da remoto si sono dimostrate uno strumento valido ed efficace per sopperire a quelle in presenza e hanno permesso di ovviare alle difficoltà di dover posticipare o annullare gli audit nei periodi di lockdown. In questo modo non solo è stato possibile completare le verifiche per la migrazione delle certificazioni alla norma UNI ISO 45001, ma anche garantire la continuità del processo di miglioramento dei sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro.

In una fase di post pandemia occorrerà d’altronde misurare l’effettivo contributo all’efficacia dei processi di valutazione degli audit in remoto e di quelli misti o blended, cioè svolti in parte in presenza e in parte in remoto. Questi riguardano sia il ciclo di certificazione nel suo complesso, che può alternare verifiche in presenza con verifiche in remoto, sia il singolo audit, che può combinare fasi in presenza e fasi da remoto. Il dibattito è appena iniziato a livello internazionale, ma questo strumento ha dato forma a nuove modalità di lavoro che continueranno anche nel post pandemia.

Fra i settori produttivi, secondo la classificazione IAF, che hanno risposto più prontamente alla migrazione, superando la percentuale dell’85%, ci sono il comparto meccanico, quello dell’agricoltura, dell’istruzione e delle costruzioni. Maggiori difficoltà sono state riscontrate dalle aziende nel settore ospedaliero, in prima linea nella lotta alla pandemia, e quello del commercio, fortemente colpito dai frequenti lockdown.

Il tasso di migrazione è il rapporto percentuale fra numero di siti certificati (italiani + esteri) UNI ISO 45001 e il numero dei siti certificati (italiani + esteri) UNI ISO 45001 e BS OHSAS 18001.

IL COMMENTO DELL’ESPERTO

Abbiamo chiesto un commento alla nostra esperta e consulente in materia di sicurezza sul lavoro, Manuela Maffina: “L’impostazione della norma (comune denominatore dei sistemi di gestione ISO) che richiede di basare il proprio sistema sulla comprensione dell’organizzazione e del suo contesto, si è mostrata sicuramente il suo punto di forza. Il contesto è cambiato in conseguenza della pandemia e lo standard ha mostrato di possedere gli strumenti per gestire questo cambiamento. Il requisito 8.1.3 (gestione del cambiamento) stabilisce la necessità di riesaminare le conseguenze dei cambiamenti involontari per intraprendere le azioni necessarie per mitigarne gli effetti negativi. A distanza di tempo e ancora dentro lo stato emergenza, però, la fase del cambiamento involontario deve avere lasciato spazio alle decisioni strategiche adottate per la risposta, e ancora lo standard ci aiuta nel mantenere sotto controllo le modifiche pianificate, temporanee e permanenti.”

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