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Decreto trasparenza: forte impatto sulla privacy e sulla gestione del personale.

È in vigore dal 13 agosto 2022 il d.lgs. 104/2022 che attua la direttiva europea 1152/2019 relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili. Il documento, oltre ad elencare con precisione tutti gli elementi che il datore di lavoro è tenuto a comunicare al lavoratore in sede contrattuale, introduce un articolo importante relativo all’informazione in materia di privacy (integrata da specifica indicazioni dell’INL).

Oltre all’obbligo di informazione relativa al trattamento dati che discende dal Regolamento europeo 679/2016, il decreto sottolinea l’obbligatorietà di una comunicazione chiara e precisa sui sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati che possano incidere su tutto il ciclo lavorativo: assunzione, cessazione o gestione del rapporto di lavoro.

Un intervento legislativo necessario, se pensiamo ad esempio all’ingente presenza nelle nostre attività lavorative di software di recruiting, metodi alternativi alla timbratura per rilevamento presenza, GPS per coordinare attività lavorative non sedentarie, accesso a locali aziendali o locali riservati tramite dati biometrici, telecamere di videosorveglianza.

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IL COMMENTO DELL’ESPERTO

Abbiamo chiesto a Alice Giovannico, senior consultant del Gruppo Ecoconsult, di spiegarci cosa significhi tutto questo in termini pratici. Questo il suo commento:

“Per le aziende che dal 2018 si sono adeguate con attenzione al regolamento europeo le previsioni di questo decreto impattano relativamente, presumendo un già solido sistema privacy. Sarà certamente più impegnativo rispondere alle previsioni del decreto per tutte quelle realtà che non si sono adeguate o si sono adeguate parzialmente alla normativa privacy.

È comunque necessario in tutti i contesti di lavoro subordinato, se pur con intensità diversa, integrare l’informativa ai lavoratori, aggiornare periodicamente il registro delle attività di trattamento e svolgere valutazioni d’impatto (DPIA) lì dove opportuno.

Insieme al consulente del lavoro, oltre a curare le informazioni da trasmettere al lavoratore in sede contrattuale, sarà necessario adempiere agli obblighi previsti dalla normativa relativi alla comunicazione alle rappresentanze sindacali e rispondere delle indicazioni specifiche che l’INL ha espresso in merito al decreto stesso.

Il lavoratore non è però solo destinatario di un’informazione trasparente, è anche parte attiva nell’utilizzo di diversi strumenti informatici; per questa ragione il legislatore ha previsto una formazione/informazione su specifici dispositivi, al fine di rendere il dipendente più consapevole.

Per le realtà in cui è presente un DPO, quest’ultimo è investito dell’incarico importante di coordinare queste integrazioni e di implementare dei meccanismi di aggiornamenti periodici, per far sì che la privacy coinvolta nell’attività lavorativa sia sempre soggetta ad adeguato controllo.”

Per saperne di più puoi chiedere un incontro con un nostro consulente a contatti@ecoconsult.it e per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità iscriviti alla nostra NEWSLETTER (fai richiesta nella nostra sezione contatti)!

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