Requisiti, tempi, fornitori autorizzati e gap analysis: cosa verificare prima di candidarsi alla procedura a sportello.
Regione Lombardia mette a disposizione fino a 16.000 euro di voucher a fondo perduto per le PMI che vogliono certificarsi UNI/PdR 125. Il bando è aperto fino al 30 giugno 2027 o a esaurimento fondi.
Sommario 1. Premessa 2. L'avviso in sintesi 3. UNI/PdR 125:2022 - cosa significa certificarsi 4. I vantaggi economici oltre il voucher 5. Capire da dove si parte: la gap analyisis 6. Chi può partecipare 7. Un punto che molte aziende si perdono 8. ULA o dipendenti fisici? 9. Linea A e Linea B: come funzionano i due voucher 10. Il voucher si eroga solo a certificazione ottenuta 11. I tempi: il vero vincolo del bando 12. Come presentare la domanda 13. FAQ - Domande frequenti
Nell'avviso c'è una riga che cambia la logica di accesso: il voucher viene erogato solo se l'azienda ottiene effettivamente la certificazione entro tempi stretti. 180 giorni se chiedi solo il contributo per l'audit, 240 giorni se chiedi anche la consulenza, a partire dalla data di concessione del finanziamento. Nessuna proroga ammessa.
La domanda giusta da farsi non è quindi "come accedo al voucher". È: siamo in condizione di certificarci in quei tempi?
L'Avviso pubblico "Verso la certificazione della parità di genere - Annualità 2025-2027" è stato approvato con DDUO 5135 del 10 aprile 2025, in attuazione della DGR 3659/2024. Le risorse arrivano dal Programma Regionale FSE+ 2021-2027. L'Organismo Intermedio che gestisce il bando è Unioncamere Lombardia.
La dotazione iniziale è di 4.658.566,80 euro, suddivisa al 40% per la Linea A (consulenza) e al 60% per la Linea B (certificazione). Proviene dalle risorse non impegnate e dalle economie dell'edizione precedente del bando.
Le domande sono aperte dalle ore 12:00 del 28 aprile 2025 fino alle ore 12:00 del 30 giugno 2027, o fino a esaurimento. Procedura a sportello: l'ordine cronologico di protocollazione determina l'accesso ai fondi.
La domanda si presenta online su bandi.regione.lombardia.it con SPID, CNS, CRS o CIE, firma digitale del legale rappresentante e bollo da 16 euro pagato via pagoPA prima dell'invio.
La UNI/PdR 125:2022 è la prassi di riferimento pubblicata da UNI nel 2022, recepita con D.M. 29 aprile 2022. Definisce i requisiti per un sistema di gestione della parità di genere applicabile a organizzazioni di qualsiasi dimensione.
Il punto più frainteso: la prassi non chiede di dichiarare l'impegno alla parità di genere. Chiede di costruire un modello documentato, con KPI misurabili, procedure formalizzate, responsabili nominati, monitoraggio periodico e governance attiva. In audit vengono verificati dati, documenti, processi, non intenzioni.
Il sistema è organizzato in sei aree di valutazione: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda, equità remunerativa per genere, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro. Per ottenere la certificazione serve un punteggio complessivo di almeno il 60% sui KPI applicabili, valutato da un organismo di certificazione accreditato. La certificazione vale tre anni e prevede audit di sorveglianza annuali. Al terzo anno si avvia il rinnovo.
Se nel triennio l'azienda non mantiene i requisiti, la certificazione può essere sospesa o revocata, con perdita dell'esonero contributivo già attivato e obbligo di restituzione delle somme fruite indebitamente.
Il voucher è solo il primo beneficio. La leva economica reale arriva da altre quattro fonti, tutte già in vigore.
La più rilevante è l'esonero contributivo INPS fino all'1%. L'articolo 5 della Legge 162/2021 riconosce ai datori di lavoro privati certificati un esonero dai contributi previdenziali a proprio carico fino all'1% della contribuzione complessivamente dovuta, con tetto di 50.000 euro annui per azienda, fruibile per l'intera validità triennale della certificazione. Per le certificazioni ottenute entro il 31 dicembre 2025, la domanda INPS va presentata entro il 30 aprile 2026 sul Portale delle Agevolazioni, modulo "SGRAVIO PAR_GEN" (INPS, messaggio n. 3804/2025). Se nel triennio l'azienda rinuncia alla certificazione o subisce una revoca, deve darne tempestiva comunicazione all'INPS tramite la funzione "Contatti" del Cassetto previdenziale e via PEC a pariopportunita@mailbox.governo.it, sospendendo immediatamente la fruizione.
A questo si aggiungono tre vantaggi nell'ambito degli appalti pubblici e dei bandi cofinanziati:
Per le PMI che partecipano con continuità a gare pubbliche o a bandi regionali, il valore economico cumulato di questi quattro vantaggi supera tipicamente quello del voucher Lombardia.
Con i tempi stretti del bando, partire senza aver fotografato lo stato di partenza è un rischio che non vale la pena correre. La gap analysis mette a confronto il sistema esistente con i requisiti della UNI/PdR 125 e produce tre output: la fotografia quantitativa dei KPI attuali per ciascuna delle sei aree, la distanza rispetto alla soglia minima, un piano di miglioramento con azioni, tempi e responsabili. Da qui si capisce se l'azienda può certificarsi nei 180 o 240 giorni previsti dal bando, o se servono prima interventi strutturali più lunghi. Ed è il momento corretto per decidere se presentare domanda subito o preparare prima il terreno.
Nella pratica ricorrono due errori che la gap analysis fa emergere con regolarità. Il primo: confondere una policy con un sistema di gestione. Un codice etico o una dichiarazione sui valori di inclusione non bastano. La norma chiede procedure operative, indicatori, responsabili nominati, revisioni periodiche documentate. Il secondo: sottostimare il dato retributivo. L'area equità remunerativa richiede un'analisi vera dei differenziali salariali a parità di ruolo, logica total reward inclusa. Spesso i dati ci sono ma sono frammentati tra payroll, gestionale HR e fogli Excel non integrati: prima dell'audit vanno consolidati e resi verificabili.
Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) come definite dall'Allegato I del Regolamento UE 651/2014. Sono escluse le grandi imprese, Pubbliche Amministrazioni, associazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e dei lavoratori e i soggetti già selezionati come fornitori di consulenza nelle edizioni precedenti del bando.
I requisiti sono cumulativi. Per presentare domanda l'azienda deve:
Tutti i requisiti devono essere mantenuti fino alla data di presentazione della domanda di liquidazione.
Il Rapporto biennale ex art. 46 del D.lgs. 198/2006 è un obbligo autonomo rispetto al bando. È il documento che le aziende pubbliche e private con più di 50 dipendenti devono trasmettere ogni due anni al Ministero del Lavoro, contenendo i dati sulla composizione del personale maschile e femminile: assunzioni, retribuzioni, progressioni di carriera, formazione, cessazioni. La trasmissione avviene in via telematica tramite il portale Servizi Lavoro. Per il biennio 2024-2025 la scadenza è il 30 aprile 2026.
Se l'azienda è sopra i 50 dipendenti e non ha trasmesso il Rapporto quando dovuto, il bando Lombardia diventa irraggiungibile: il requisito è cumulativo con tutti gli altri, e la regolarizzazione richiede tempo. Verificarlo prima di avviare qualsiasi percorso di candidatura è il primo controllo da fare.
Il bando usa due criteri diversi. Per verificare se l'impresa rientra tra le PMI si usano le ULA (Unità Lavorative Annue), il metodo del Regolamento UE 651/2014: un dipendente full-time per l'intero anno vale 1 ULA, un part-time al 50% vale 0,5 ULA, un contratto di sei mesi vale 0,5 ULA. Nel calcolo rientrano anche le quote di imprese collegate o associate. Per determinare il valore del voucher si contano invece le persone fisiche assunte nelle sedi operative lombarde alla data della domanda, indipendentemente da orario o durata del contratto.
Rientrano nel conteggio solo i contratti di lavoro di diritto privato (a tempo indeterminato o determinato, full time o part time), i contratti di apprendistato ex D.lgs. 81/2015 e i soci-lavoratori di cooperative. Sono esclusi tirocinanti, collaboratori, lavoratori in somministrazione, intermittenti, titolari d'impresa e componenti dei CdA.
Il bando prevede due linee di finanziamento. Il contributo pubblico copre fino all'80% delle spese ammissibili. L'IVA non è ammissibile.
La Linea A finanzia i servizi consulenziali di accompagnamento: analisi organizzativa e dei processi interni, individuazione dei gap rispetto ai requisiti della norma, supporto alla stesura del Piano strategico, accompagnamento all'implementazione del sistema di gestione, impostazione del modello di monitoraggio e misurazione dei risultati. La Linea B finanzia le spese per il rilascio della certificazione da parte di un Organismo di Certificazione accreditato Accredia ai sensi del Regolamento CE 765/2008.
Se chiedi la Linea A devi obbligatoriamente richiedere anche la Linea B. Non esiste un voucher di sola consulenza: la Regione non finanzia percorsi che non portano a una certificazione effettiva. È possibile invece richiedere solo la Linea B.
C'è poi un vincolo che molti si perdono. Chi chiede la Linea A deve selezionare il consulente da un elenco ufficiale di fornitori qualificati da Regione Lombardia attraverso una procedura centralizzata dedicata (DDUO 2421/2025). L'elenco è pubblico, aggiornato periodicamente, consultabile su Bandi e Servizi e su Unioncamere Lombardia. Il consulente non può coincidere con l'organismo certificatore, né appartenere a società collegate all'impresa beneficiaria ai sensi degli articoli 2359 e 2341 bis del Codice Civile: sarebbe conflitto d'interessi e il voucher non viene liquidato.
L'erogazione avviene in un'unica soluzione al termine del processo di rendicontazione, e solo se l'azienda ha effettivamente ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022. Se il percorso non arriva alla certificazione (KPI sotto soglia minima, non conformità non risolte, tempi sforati), il voucher non viene liquidato. Le spese sostenute restano a carico dell'impresa.
Il voucher combinato arriva quindi a 4.500 euro per le aziende fino a 9 dipendenti, 8.000 euro nella fascia 10-49 dipendenti, 12.000 euro nella fascia 50-125 dipendenti e fino a 16.000 euro per le aziende oltre i 125 dipendenti. Sono massimali: il contributo non può comunque superare l'80% delle spese ammissibili effettivamente sostenute.
Chi chiede Linea A + Linea B ha 240 giorni solari dalla data della determina di concessione per concludere tutte le attività (contratti, implementazione del sistema di gestione, audit, ottenimento della certificazione) e quietanzare le fatture. La domanda di liquidazione va presentata entro 270 giorni dalla concessione.
Chi chiede solo la Linea B ha 180 giorni solari dalla concessione per ottenere la certificazione e quietanzare. La domanda di liquidazione entro 210 giorni.
I giorni solari includono sabati e festivi. Nessuna proroga è ammessa.
A questi tempi si sommano i 60 giorni di istruttoria di Unioncamere Lombardia dopo la presentazione della domanda e gli 80 giorni successivi alla rendicontazione prima della liquidazione. Sommando i tempi di ciascuna fase, tra la presentazione della domanda e l'accredito del voucher passano nel caso migliore circa 12-13 mesi per chi richiede entrambe le linee, circa 11-12 mesi per chi richiede solo la Linea B.
Un dettaglio operativo spesso sottovalutato: per la Linea A i contratti con consulente e organismo certificatore devono essere stipulati dopo la concessione del voucher, non prima. Contratti antecedenti non sono ammessi a rendicontazione. L'unica eccezione riguarda chi chiede solo la Linea B, che può stipulare il contratto con l'organismo certificatore a partire dalla data di presentazione della domanda.
Ultimo vincolo operativo: le fatture devono riportare la dicitura "Programma FSE+ 2021-2027 – CUP E81D22000370009". Se manca, il fornitore deve emettere nota di variazione. Senza questa indicazione la spesa non è rendicontabile.
La domanda si presenta online su bandi.regione.lombardia.it, con SPID, CNS, CRS o CIE.
Prima di iniziare la compilazione conviene avere pronti: visura camerale aggiornata, DURC regolare, dati del Rapporto ex art. 46 (se dovuto), numero dei dipendenti nelle sedi operative lombarde alla data della domanda, e per la Linea A il nominativo del fornitore scelto dall'elenco ufficiale Regione Lombardia.
In fase di compilazione vanno caricati a sistema la domanda di finanziamento (Allegato A.3), la dichiarazione sostitutiva per la concessione di aiuti in de minimis (Allegato A.1), la dichiarazione per il calcolo della dimensione d'impresa (Allegato A.5), e per la Linea A l'autodichiarazione di impegno alla fornitura di servizi consulenziali firmata dal consulente scelto (Allegato A.2). Se la domanda è firmata da un delegato serve l'incarico per la sottoscrizione digitale (Allegato A.4). Chiude il flusso il pagamento del bollo da 16 euro via pagoPA.
Per la Linea A è previsto anche il coinvolgimento obbligatorio di almeno un dipendente (se l'impresa ha meno di 15 dipendenti) o almeno due (se ne ha 15 o più), da registrare nella Domanda di iscrizione agli interventi FSE+ con relativa informativa sul trattamento dati.
Tutta la documentazione di progetto va conservata in originale presso la sede aziendale per 10 esercizi finanziari dalla data di concessione.
Per informazioni sui contenuti del bando il riferimento è Unioncamere Lombardia, Organismo Intermedio: paritadigenere.fseplus@lom.camcom.it. Per l'assistenza tecnica sulla piattaforma Bandi Online: bandi@regione.lombardia.it, numero verde 800.131.151 (lunedì-sabato 8:00-20:00, esclusi festivi).
Per la parte normativa, tecnica e strategica del percorso (verifica dei requisiti di accesso, gap analysis, costruzione del sistema di gestione) puoi rivolgerti a Ecoconsult anche prima di presentare domanda: è il momento in cui le scelte pesano di più.
La procedura a sportello spinge a presentare domanda presto, per non trovarsi i fondi esauriti. Ma la vera variabile del bando non è quando chiedi: è se riesci ad arrivare alla certificazione entro 180 o 240 giorni dalla concessione. Il voucher si eroga solo a certificazione ottenuta, e le non conformità in audit non concedono proroghe.
Capire in anticipo dove si è rispetto ai requisiti UNI/PdR 125:2022 è quello che distingue un percorso che si chiude con la certificazione (e il voucher liquidato, e l'esonero INPS attivato, e il punteggio premiale nelle gare) da uno che si ferma a metà, con i costi già sostenuti e nessun ritorno.
In Ecoconsult la gap analysis UNI/PdR 125:2022 è il primo passo del servizio integrato tra Divisione Legale e consulenza ISO. Se vuoi capire se la tua azienda è in condizione di presentare domanda adesso o se conviene costruire prima il terreno, contattaci subito per un incontro: se hai domande sulla PDR 125 e sui voucher di Regione Lombardia, capiremo insieme da dove partire.
Richiedi un incontro
No. La Linea A è vincolata alla Linea B: se chiedi la consulenza devi chiedere anche la certificazione. È invece possibile richiedere solo la Linea B.
No. Per il contributo deve essere iscritto all'elenco ufficiale dei fornitori qualificati da Regione Lombardia tramite procedura centralizzata (DDUO 2421/2025). L'elenco è pubblico su Bandi e Servizi e su Unioncamere Lombardia.
Per la Linea A, dopo la concessione del voucher. Per chi chiede solo la Linea B, il contratto con l'organismo certificatore può partire dalla data di presentazione della domanda.
Il voucher non viene liquidato. Le spese già sostenute restano a carico dell'impresa e non è ammessa alcuna proroga.
No. Il valore del voucher si determina contando solo le persone fisiche assunte nelle sedi operative e unità produttive localizzate in Lombardia alla data della domanda.
No. L'obbligo di trasmissione scatta sopra i 50 dipendenti. Sotto quella soglia la redazione è facoltativa e non è un requisito per candidarsi.
No. Va richiesto con istanza dedicata sul Portale delle Agevolazioni INPS, modulo "SGRAVIO PAR_GEN". Per le certificazioni 2025 la scadenza è il 30 aprile 2026.
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