Le norme tecniche sulla sicurezza si consultano gratis dal 28 aprile 2026 e INAIL riconosce l'efficacia di sistemi di gestione e Modelli 231: due punti concreti per chi guida un'azienda.
Dal 28 aprile 2026 le norme tecniche UNI sulla sicurezza sul lavoro si consultano gratuitamente su una piattaforma online, grazie a una convenzione tra Ministero del Lavoro, INAIL e UNI. È una delle novità che la Relazione annuale INAIL 2025 segnala alle imprese, insieme a un riconoscimento: sistemi di gestione della sicurezza (SGSL) e Modelli di organizzazione e gestione (MOG) hanno dimostrato la loro efficacia, perché la prevenzione funziona quando è gestita come parte dell'organizzazione. Per chi ha un Modello 231, questo pesa anche sul rapporto tra sicurezza e Organismo di Vigilanza. Il contesto resta quello di un anno con 600 mila denunce di infortunio e 1.189 lavoratori morti, di cui 890 sul luogo di lavoro.
Sommario 1. Cosa emerge dalla Relazione INAIL 2025 2. Norme UNI sulla sicurezza: la consultazione gratuita 3. Sistemi di gestione e Modello 231: perché INAIL li definisce efficaci 4. Cosa cambia per la tua azienda 5. Da dove partire 6. Il parere dell'esperto 7. FAQ: domande frequenti su norme UNI gratuite e sistemi di gestione
Ogni anno INAIL consegna al Parlamento una relazione sull'andamento degli infortuni e sulle attività di prevenzione. L'edizione 2025, presentata alla Camera dei deputati il 22 settembre 2026, fotografa un anno in cui il numero degli infortuni resta alto, mentre le morti sul lavoro diminuiscono.
Le denunce di infortunio sono state 600 mila, in aumento dell'1,2% rispetto al 2024; di queste, 519 mila riguardano lavoratori e le altre studenti. Le denunce con esito mortale sono 1.198, di cui 1.189 per lavoratori: 890 durante l'attività lavorativa e 299 nel tragitto casa-lavoro. Rispetto al 2024 i decessi calano del 3,3%, perciò la direzione è giusta, sebbene i numeri confermino che il fenomeno tocca ogni settore.
Il rischio, infatti, non riguarda solo i comparti considerati pericolosi. Nell'industria e nei servizi quasi un quarto degli infortuni sul luogo di lavoro avviene nel manifatturiero, seguito da costruzioni, sanità e assistenza sociale, trasporti e commercio. I decessi si concentrano invece nelle costruzioni, nell'industria manifatturiera e nei trasporti e magazzinaggio.
Accanto ai numeri, la Relazione racconta le novità del decreto-legge 159/2025 (il decreto sicurezza lavoro, convertito dalla legge 198/2025), che ha modificato il D.Lgs. 81/2008 e ha affidato a INAIL nuovi compiti di prevenzione: premi più bassi per le aziende con pochi infortuni, linee guida per registrare i quasi infortuni, più formazione nei settori a rischio e accesso gratuito alle norme tecniche. Di tutte queste misure, due toccano da subito chi guida una piccola o media impresa, e sono quelle che approfondiamo.
Le norme tecniche UNI entrano nel lavoro di tutti i giorni più di quanto sembri: dicono come si misura il rumore in un reparto, quali requisiti deve avere una scala portatile, come si monta un ponte su ruote. Seguirle non è obbligatorio, ma il D.Lgs. 81/2008 le prende come riferimento per stabilire cosa significa lavorare in sicurezza, e in alcuni casi le cita per nome. Per questo, quando succede un infortunio, chi controlla usa proprio quelle norme per capire se l'azienda ha fatto quello che si poteva fare.
Fino a pochi mesi fa ogni norma andava acquistata singolarmente da UNI per essere consultata, e in molte piccole aziende le procedure citavano documenti che nessuno aveva mai letto per intero.
Dal 28 aprile 2026 la consultazione delle norme UNI sulla sicurezza sul lavoro è gratuita: lo prevede l'articolo 30, comma 5-ter, del D.Lgs. 81/2008, introdotto dal decreto-legge 159/2025, e lo rende possibile una convenzione triennale tra Ministero del Lavoro, INAIL e UNI, con un corrispettivo di 230.000 euro l'anno a carico di INAIL.
Le norme disponibili sono 63, elencate nell'allegato alla convenzione: le UNI richiamate dal D.Lgs. 81/2008 e alcune norme europee e internazionali adottate in Italia, scelte perché utili a prevenire infortuni e malattie professionali. L'elenco completo è pubblicato sul portale UNI dedicato alla sicurezza sul lavoro. Per sapere se una norma è stata aggiornata, il Ministero pubblica ogni trimestre il BUNT, il bollettino che segnala le nuove edizioni e le revisioni.
La piattaforma è pensata per datori di lavoro, RSPP e ASPP, RLS, medici competenti, formatori e coordinatori per la sicurezza nei cantieri, oltre agli organismi paritetici e agli enti di vigilanza. Si entra dal portale UNI, oppure dai siti del Ministero del Lavoro e di INAIL, dopo una registrazione al primo utilizzo.
C'è però un limite da conoscere: le norme si possono solo leggere a schermo. Scaricarle, stamparle o distribuirle non è consentito, perciò chi deve tenere una copia della norma in azienda o allegarla a una procedura deve ancora acquistarla sullo store UNI. Per il lavoro quotidiano di chi scrive e aggiorna le procedure, la consultazione gratuita è comunque sufficiente.
Il secondo punto si nota meno, ma per chi amministra un'azienda conta di più. Nelle conclusioni la Relazione scrive che il sistema di gestione della salute e sicurezza (SGSL) e il Modello di organizzazione, gestione e controllo (MOG) sono strumenti "di cui si è chiaramente dimostrata l'efficacia". Detto in modo semplice: la prevenzione funziona quando viene gestita come il resto dell'azienda, con obiettivi, responsabili e controlli. Per questo INAIL continuerà a sostenere chi adotta questi strumenti, per esempio con i bandi ISI, che premiano i sistemi di gestione certificati.
Perché questo riconoscimento pesa? Perché sicurezza e responsabilità dell'azienda sono collegate. L'articolo 25-septies del D.Lgs. 231/2001 mette tra i reati presupposto l'omicidio colposo e le lesioni gravi o gravissime causate dalla violazione delle norme sulla sicurezza. Se succede un infortunio di questo tipo, risponde anche l'azienda come ente, oltre alle persone coinvolte, a meno che dimostri di avere un Modello idoneo, adottato e attuato davvero. L'articolo 30 del D.Lgs. 81/2008 dice cosa deve contenere quel Modello e aggiunge che un sistema di gestione conforme alle linee guida UNI-INAIL o alla ISO 45001 si presume conforme per le parti corrispondenti.
Tra le misure del decreto 159/2025 ci sono anche linee guida per registrare e analizzare i near miss, cioè i quasi infortuni: lo scaffale che cede quando nessuno è vicino, il carrello che frena all'ultimo, la caduta evitata per caso. Nessuno si fa male, e di solito nessuno li scrive. Eppure sono l'informazione più utile che un sistema di gestione possa raccogliere, perché mostrano dove una procedura non regge prima che l'infortunio accada. Per chi ha un Modello 231, non registrarli e non farli arrivare all'Organismo di Vigilanza è una lacuna evidente.
L'Organismo di Vigilanza non prende il posto del datore di lavoro né dell'RSPP. Deve però controllare che le procedure siano aggiornate e applicate, e per farlo ha bisogno di ricevere informazioni. Nelle aziende con Modello 231 conviene quindi scrivere in una procedura dedicata come il sistema di sicurezza e i controlli interni si parlano, e con quale frequenza l'OdV riceve i dati.
Nessuno dei due punti crea un obbligo nuovo: consultare le norme è una possibilità, il sistema di gestione resta volontario e il Modello 231 non è imposto a nessuno. Cambia quello che un'azienda può fare da subito, e quello che le verrà chiesto di dimostrare. Dipende da com'è organizzata oggi.
Situazione
Norme UNI gratuite
Sistema di gestione e 231
Micro impresa (1-19 dipendenti), sicurezza affidata a un RSPP esterno
Il titolare o l'RSPP può leggere le norme richiamate nel DVR, invece di fidarsi del riassunto
Un SGSL completo è raramente proporzionato; serve però un modo semplice per registrare i quasi infortuni
PMI (20-250 dipendenti) senza Modello 231
Chi aggiorna le procedure può verificarle sulla norma originale, senza acquistarla
Un SGSL (ISO 45001 o linee guida UNI-INAIL) dà struttura alla prevenzione e vale per la riduzione del premio INAIL [DA VERIFICARE modulo OT23] e nei bandi ISI
PMI con Modello 231
L'OdV può controllare che le procedure richiamino la versione aggiornata delle norme
Il Modello va collegato al sistema di sicurezza con flussi informativi verso l'OdV; i quasi infortuni entrano tra le informazioni da trasmettere
In quasi tutte le aziende il DVR e le procedure citano norme tecniche, e in quasi tutte qualcuno sa di un quasi infortunio mai scritto da nessuna parte. Il primo lavoro è mettere ordine in queste due cose, e si può fare in quattro passaggi:
Chi ha già un Modello 231 può aggiungere un quinto passaggio: confrontarsi con il proprio OdV sulla Relazione INAIL e decidere quali verifiche specifiche in materia di sicurezza programmare nei prossimi mesi.
Quasi tutte le aziende fanno già qualcosa: un orario spostato per chi accompagna i figli a scuola, un giorno da casa per chi assiste un genitore, un part time al rientro dalla maternità. Spesso però sono accordi presi a voce, diversi da persona a persona e mai misurati. Il primo lavoro è proprio metterli in ordine:
"Per chi lavora sulla sicurezza, la Relazione INAIL 2025 mette per iscritto due cose che aspettavamo. Gli infortuni si prevengono conoscendo le buone prassi, e le norme tecniche sono il punto in cui quelle prassi vengono scritte. Per anni sono rimaste dietro un costo che molte piccole aziende non affrontavano; adesso chiunque in azienda si occupi di sicurezza, dal titolare all'RSPP, dai preposti al medico competente, può leggerle quando serve, e chi controlla lavora sullo stesso testo.
Poi c'è il riconoscimento che sistemi di gestione e Modelli 231 funzionano. Un Modello efficace si riconosce dai flussi di informazione più che dal documento: i quasi infortuni registrati, le procedure aggiornate, l'Organismo di Vigilanza che riceve ciò che gli serve per accorgersi di una carenza prima che diventi un infortunio."
Pietro Manera Partner Gruppo Ecoconsult | Consigliere Delegato | Auditor Progetti HSE
Ecoconsult affianca le aziende nella costruzione e nel riesame del sistema di gestione della sicurezza, nell'aggiornamento del Modello 231 e nella definizione dei flussi informativi verso l'Organismo di Vigilanza, con un'unica regia tra area sicurezza e area 231. Se vuoi sapere quanto le tue procedure reggono alla luce della Relazione INAIL 2025, contattaci per un incontro.
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Autore: Viviana Di Pasquale Revisione a cura di: Pietro Manera
Sì. Dal 28 aprile 2026 le norme UNI sulla salute e sicurezza sul lavoro si consultano gratuitamente online, grazie alla convenzione tra Ministero del Lavoro, INAIL e UNI prevista dal decreto-legge 159/2025. Il costo del servizio è a carico di INAIL, non di chi consulta.
Si accede dal portale UNI dedicato alla sicurezza sul lavoro, oppure dai siti del Ministero del Lavoro e di INAIL, dopo una registrazione gratuita al primo utilizzo. La piattaforma è pensata per datori di lavoro, RSPP e ASPP, RLS, medici competenti, formatori, coordinatori per la sicurezza nei cantieri, organismi paritetici ed enti di vigilanza.
No. La consultazione gratuita delle norme UNI è in sola lettura a schermo: download, stampa e distribuzione non sono consentiti. Per avere una copia da conservare o allegare a una procedura occorre acquistare la norma sullo store UNI.
Sono 63 norme, elencate nell'allegato alla convenzione: le norme UNI richiamate dal D.Lgs. 81/2008 e alcune norme europee e internazionali adottate in Italia, scelte perché utili a prevenire infortuni e malattie professionali. L'elenco completo è pubblicato sul portale UNI e gli aggiornamenti sono segnalati ogni trimestre dal BUNT, il Bollettino ufficiale delle norme tecniche.
L'abbonamento a pagamento permette di scaricare, stampare e consultare offline tutte le norme del catalogo UNI. La consultazione gratuita copre solo le 63 norme sulla sicurezza sul lavoro, in sola lettura online.
No, il sistema di gestione della sicurezza è volontario. L'articolo 30 del D.Lgs. 81/2008 riconosce però ai sistemi conformi alle linee guida UNI-INAIL o alla ISO 45001 una presunzione di conformità ai fini del Modello 231, e la Relazione annuale INAIL 2025 ne riconosce l'efficacia nella prevenzione degli infortuni.
L'Organismo di Vigilanza non gestisce la sicurezza, ma deve verificare che le procedure del Modello 231 in materia di salute e sicurezza siano aggiornate e applicate. Per farlo ha bisogno di flussi informativi periodici dal datore di lavoro e dall'RSPP, inclusi i quasi infortuni registrati.
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